Condivisione e solidarietà

Per tendere alla serenità ho bisogno di vedere armonia
per trovare armonia ho bisogno di vedere volti sereni
quando incontro occhi in difficoltà mi chiedo cosa posso fare.

In taluni casi, condividere pezzetti di vita è un buon modo per trovare soluzioni laddove qualcuno sente delle mancanze
È necessario fare un po’ di spazio.
È necessario farsi forza quando in questo spazio si ha la sensazione di calpestarsi,
mantenere questa presenza in ascolto apre possibilità dove a volte se ne vedevano poche.

Prendersi cura è innanzi tutto offrire ascolto attivo e costanza;
curare è successivamente avere fiducia e, facendo esperienze concrete, costruire insieme immagini nuove per il futuro;
mantenere una relazione di cura è credere nei gesti e nei sogni di chi prende la sua strada, senza perderlo di vista.

L’intensità di questo scambio ci commuove e ci rende nuovi ogni oggi e ogni domani.

Giorgia

Tertulia è anche uno spazio disponibile per qualcuno che ha bisogno di fare un passaggio di vita verso giorni migliori. Ci stimola l’idea di pensare che mentre portiamo avanti una vita, una famiglia, un progetto come quello di Tertulia, dedichiamo una parte delle energie e degli spazi a situazioni che ne hanno bisogno.

La costruzione di Tertulia comporta il mescolamento di tanti ingredienti diversi.
Uno di questi è uno spazio disponibile per qualcuno che ha bisogno di fare un passaggio di vita verso giorni migliori.
Ci stimola l’idea di pensare che mentre portiamo avanti una vita, una famiglia, un progetto come quello di Tertulia, dedichiamo una parte delle energie e degli spazi a situazioni che ne hanno bisogno.

Sono molte le questioni che richiedono energie e numerose le situazioni in cui potremmo offrire un contributo. In questo momento osserviamo i fenomeni delle migrazioni.
Viviamo in una fase della storia in cui si può facilmente entrare in contatto con persone estranee e lontanissime guardandosi negli occhi in uno schermo piazzato sul nostro tavolo o in poche parole che vibrano nella nostra tasca. Allo stesso tempo, molti continuano a spostarsi fisicamente: c’è chi fa il giro del pianeta su un aereo gigantesco e chi usa un peschereccio per attraversare il mare. In fondo noi italiani la sappiamo lunga, abbiamo colonizzato il mondo con le nostre valige di cartone e tanti di noi sono morti di freddo sulle Alpi nel tentare di arrivare alle miniere di carbone in Belgio.
Giorgia è nata il Belgio, ma per ragioni completamente diverse.

E ora ci siamo trasferiti in Toscana, emigrati qui alla ricerca di qualcosa che nelle nostre vite mancava.
E chissà dove finiremo tra qualche anno. Sogni nel cassetto ne abbimo ancora qualcuno…