Giornata Fitoalimurgica 18 novembre 2017

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Giornata Fitoalimurgica

Tecniche di riconoscimento e laboratorio di cucina con le erbe selvatiche commestibili

18 novembre 2017

A cura di : Roberto Vetromile, ricercatore etnobotanico

Sabato mattina, una gran fortuna, giornata di sole. Inizialmente ci siamo trovati nel fienile di Tertulia (è una sala con proiettore in cui teniamo corsi ed eventi) dove abbiamo approfondito la conoscenza delle piante selvatiche, nozioni di botanica e cenni di storia della fitoalimurgia. Roberto, il nostro appassionato docente, ha approfondito anche i vantaggi di nutrirsi assumendo alimenti che apportano elementi nutrizionali vari e ricchi in minerali (il microbioma intestinale ne può giovare!) come quelli che la natura ci offre: le piante selvatiche!

Il gruppetto si è poi spostato nei prati che circondano la colonica. Trovandoci a ridosso dei boschi, a 430 mt tutto è incontaminato e non è stato necessario allontanarsi molto. Abbiamo osservato, manipolato, annusato e assaggiato. Abbiamo anche ascoltato il leggero crepitio di alcune foglie, come ad esempio gli ‘stridoli’.

Fondamentale è stato notare le caratteristiche distintive che consentono di riconoscere inequivocabilmente la differenza tra piante che sembrano uguali: Roberto non si stanca mai di ripetere come sia importante riconoscere nome e cognome delle piante che andremo a mangiare (ad esempio i fiori di crocus e colchito, velenoso mortale quest’ultimo, si riconoscono dal numero dei pistilli)

Durante il pranzo conviviale ci ha raggiunto un’amica e subito dopo siamo tornati nel campo a raccogliere. Questa volta avevamo un menù da rispettare. Abbiamo raccolto fino al tramonto confrontandoci e assaggiando…

Al calar del sole siamo tornati in cucina. E lì ognuno aveva qualcosa da fare. Bisognava lavare e asciugare le foglie, tenendo ben distinte le nostre erbe. Ogni fiore in una ciotolina per essere collocato in una ricetta diversa.

Abbiamo sperimentato le chips di antipasto: di ortica e di aliaria, il gusto forte e ricco dell’ortica cruda in insalata! Un’insalata di erbe dolci euna di erbe più forti. Un risotto, erbe saltate e ben 4 pesti differenti! Non ci siamo fatti mancare nulla. 21 erbe diverse erano nei nostri piatti! E il camino acceso alle nostre spalle.

Una delle cose che ci hanno colpito di più? La quantità di sapori diversi, la scoperta di nuovi sapori e poter condividere la sorpresa all’assaggio di un’erba mai mangiata prima!

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